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La Venere d’Albione

Camminano rapide per le strade di Londra, le sere d’inverno, sempre in gruppo, quasi sempre un po’ alticce. Vestite come fosse agosto, con abitini corti e attillati, sandali dorati o scarpe altissime con il plateau, senza calze e, soprattutto, senza cappotto né giacca. Sono le ‘ladettes’, ragazze  britanniche allegre e un po’ bulle, pronte a tutto pur di sfoggiare le loro elaboratissime mises, cercare di attirare sguardi maschili e, soprattutto, divertirsi con le amiche nonostante le estremità intirizzite dal freddo. Per capirle, bisogna partire da una costatazione: nel Regno Unito le donne, sofisticate, eleganti o vistose che siano, in generale si coprono meno rispetto alle loro consorelle continentali o americane, tanto che è rarissimo vederne qualcuna che indossi un piumino. Lo stesso, in generale, vale per gli uomini.

Questo, però, spiega solo in parte il fenomeno delle ‘ladettes’, versione femminile del ‘lad’, ‘ragazzo’, termine che originariamente indicava i giovani di bassa estrazione sociale. Il vero tratto distintivo di queste ragazze – non stiamo parlando di una minoranza, ma di migliaia di persone che ogni sabato sera si mettono in fila davanti alle discoteche di tutto il Regno Unito e in particolare nelle gelide città del nord – è un’attenzione maniacale per l’aspetto fisico e un ideale di bellezza molto poco naturale, fatto di unghie finte, extensions, trucco pesante, sul modello delle dive dei reality shows. Oltre alla consapevolezza che ogni centimetro di pelle scoperta è una chance in più per farsi guardare dai coetanei, spesso distratti dallo sport e da massicce dosi di alcol. Anche se i rischi di questa strategia ci sono, e sono alti, tanto più che i sintomi dell’ipotermia sono molto simili a quelli dell’ubriachezza. A gennaio 2010 una trentatreenne è morta tornando a casa dopo essere stata in un pub e ogni anno il numero di ricoveri è in costante aumento. Questo non sembra bastare per convincere le ragazze a trovare forme meno autolesioniste di eleganza. Per ora l’inquietante regola continua ad essere: meglio morta che con un cappotto addosso. (tratto da un articolo pubblicato su ‘Il Messaggero’ nel febbraio scorso)

2 thoughts on “La Venere d’Albione

    • e’ incredibile che nessuno si sia messo nel business dei cappotti a 5 sterline. comunque sono ragazze coriacee e stanno piu’ tempo davanti allo specchio di quanto ne passiamo noi in due settimane. io penso che sia per cercare di risvegliare il connazionale torpido, comunque.

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