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Rebekah Brooks, o del perche’ alla Leveson Inquiry servirebbe il Malleus Maleficarum

Ahime’, non si puo’ scrivere ogni giorno un articolo su di lei, anche perche’ sono secoli ormai che e’ presente in ogni romanzo, racconto, fiaba, film e pure in qualche canzone, e il pubblico potrebbe annoiarsi. Ma non credo. Anche se rischia di diventare ripetitiva, la storia di Rebekah Brooks, nee Wade, porta al suo massimo splendore tutto quello che e’ stato scritto nella storia mondiale su streghe, donne intriganti, matrigne, cattive generiche, rubamariti, ammaliatrici e arrampicatrici sociali. Appurato che e’ un essere senza morale ne’ scrupoli – prerequisito minimo, senno’ di cosa staremmo qui a parlare? – Rebekah incarna qualcosa di eterno e per questo incanta tutti, anche se gli inglesi, a differenza di me e di un paio di amiche mie, non lo ammettono volentieri. Quando c’e’ una notizia che riguarda la Leveson Inquiry, la sua enorme testa di boccoli rossi e’ sempre in primo piano sui giornali. Ma anche quando la notizia e’ minore, la stampa non si lascia sfuggire nulla che la riguardi. Poco tempo fa il sito del Guardian aveva un video di 5 minuti, senza suono, in cui Rebekah entrava alla Corte di Giustizia di Londra per un’udienza, in compagnia del forzuto e devoto marito. Non dicevano niente, il commento era minimo, l’unica notizia era che lei stava andando ancora una volta in tribunale e che aveva scelto di andarci dimessa e con una brutta sciarpa.

Il fenomeno e’ complesso, e semplicissimo al tempo stesso. Prima Rebekah e’ stata la persona piu’ odiata di Fleet Street – “una donna maleducatissima” mi spiegava una volta una signora bionda che la conosce – per la sua carriera fulminea da squaletta dell’informazione (si travestiva da cameriera per entrare nelle riunioni, per dire) diventata direttrice del Sun a 32 anni e amata e protetta da Rupert Murdoch piu’ di qualunque altra cosa (qual e’ la sua priorita’, signor Murdoch? “That one”, disse lui indicando lei). Poi e’ diventata ulteriormente famosa per il primo matrimonio con l’attore Ross Kemp, star di EastEnders e personaggio interessante, autore di una serie di documentari sul mondo delle gangs giovanili e sull’Afghanistan, nonche’ storico sostenitore del Labour. Ross Kemp e’ finito in ospedale con delle ferite provocategli da Rebekah durante un’esplosione di violenza domestica (di lei). Nel 2010 si e’ sposata con Charlie Brooks, che ha studiato a Eton e si occupa di ippica a tempo pieno, finendo indagato come lei per lo scandalo delle intercettazioni. Nel frattempo ha avuto una bambina da madre surrogata, nel gennaio del 2012.

Rebekah interessa la stampa britannica per svariati motivi, non ultimo il fatto che e’ profondamente inglese e non e’ per niente posh, ma vive in un mondo di posh. “In a time of social climbers, she is a mountaneers”, scriveva Thackeray della sua Rebecca in Vanity Fair, ma l’essere una montanara e’ ancora piu’ notevole in un momento in cui ci sono pochi scalatori sociali in Gran Bretagna. Il suo accento non e’ elegante, sebbene si sia sforzata di migliorarlo. Ha alle spalle una storia triste, con un padre morto di cirrosi epatica e una madre sola. Lei e’ andata in una grammar school, scuola statale di alto livello per bambini di ogni classe sociale (istituzione che il Labour ha pensato bene di eliminare per non creare disparita’). Il suo gusto nel vestire e’ spaventoso, se non e’ tenuto sotto controllo come quando si e’ messa lo strepitoso Peter Pan Collar per l’audizione alla Leveson Inquiry, dando un’immagine a meta’ tra una brava scolaretta e una qualche abitante di Salem pronta ad andare al rogo. Il suo comportamento e’ pieno di autocontrollo, ma non sa moderare le sue ambizioni, ha un istinto di autopreservazione fortissimo ed e’ molto sfacciata. Usa il suo fascino in maniera strana, non particolarmente femminile: e’ come una leonessa che trova la complicita’ e la protezione dei leoni, che la ammirano e si riconoscono in lei, come il vecchio Murdoch, o vorrebbero riconoscersi in lei, come il povero Cameron. Per i britannici compassati Rebekah da ogni punto di vista assolutamente spaventosa.

La sua ultima manifestazione mediatica sta avvenendo in quanto co-protagonista di uno dei piu’ strepitosi scambi di messaggini della storia mondiale. Lei e’ l’amica street-smart di David Cameron, quella che gli spiega che LOL non vuol dire ‘lots of love’ bensi’ ‘laugh out loud’, quella che lo adula in maniera sfrontatissima dicendogli che ha “pianto due volte” durante un discorso di lui, senza timore di apparire ridicola. Davanti a lei lui ci tiene a mostrarsi maschio, descrivendo una “cavalcata veloce, imprevedibile” su un cavallo del marito di lei, suo compagno di scuola a Eton. L’animale era “difficile da controllare, ma divertente”, scriveva ‘DC’ nel 2009. Erano amici intimi? Nessuno osa dirlo, ma erano forse di piu’? Secondo lui, che ha dovuto consultare le agende della moglie Samantha per verificare la frequenza dei loro incontri, le due coppie si vedevano un weekend su sei. La stampa e’ scettica, Sam Cam per ora tace, Rebekah stessa non dice niente da mesi. E il pubblico curiosissimo vuole sapere come fara’ questa donna cosi’ svegli e cosi’ furba a salvarsi dal patibolo mediatico e giudiziario che l’aspetta. Si pentira’ come Moll Flanders? La fara’ franca come Becky Sharp? Verra’ punita come Milady? La stampa, nel dubbio, non si perde una mossa.

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