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Breve ricordo di Paolo che se n’e’ andato

199468_1894706013531_7867761_nDopo una malattia stronza e spiccia stanotte se n’e’ andato il mio amico Paolo Zanotti, a cui saranno per sempre associati l’avventura, le giacche di velluto e l’azzurro chiaro. Ci vorrebbero la sua eloquenza e la sua grazia per raccontare i 15 anni di cene e chiacchiere, libri e bevute, pause e retrouvailles, telefonate e confessioni iniziati nel corridoio della Scuola Normale – ah, queste protomatricole! – e poi proseguiti tra pittoreschi sottotetto sui Lungarni, mangiate di castagne a Roma, traduzioni collettive di libri sui pellerossa, pranzi nelle osterie bolognesi e, di nuovo, pittoreschi sottotetto a Bruxelles. Ci presentavamo gli amici come ci si prestano i libri, ed era bello essere curiosi insieme a Paolo, analizzare tutto senza mai giudicare, seguirlo nella sua ironia e nell’assoluta, totale gentilezza con cui affrontava il mondo. Tutte cose che si ritrovano nei romanzi, nelle poesie e nei suoi saggi, uno piu’ bello dell’altro. Lo Zanotti per me e’ una stella alta nel cielo da sempre, e per sempre lo sarà. Ciao amico mio.

8 thoughts on “Breve ricordo di Paolo che se n’e’ andato

  1. Ho visto Paolo l’ultima volta a Bologna, credo fosse il 2006 o il 2007 perche’ ancora facevo la pendolare tra Pisa e Londra. Mi ero fermata sulla via del ritorno a casa per Natale a trovare un’amica, e mentre passeggiavo con lei in una Bologna freddissima e – stranamente per il periodo – quieta, l’avevo visto dall’altra parte della strada, infagottato ma impossibile da non riconoscere… Il minuto di indecisione – e se poi lo chiamo e lui non riconosce me? – mi era stato pero’ fatale, perche’ l’avevo perso senza riuscire a fermarla e salutarlo. Da allora mi e’ rimasto il disappunto per non averlo chiamato; ma anche l’allegria perche’ per una volta la regola di Cristina – in qualunque citta’ vai, trovi un normalista – aveva funzionato bene, regalandomi l’incontro con il normalista “giusto”. Pieno di grazia e di gentilezza.

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  2. E’ stato il mio docente di lettere all’Università di Teramo pochi anni fa.
    Ne ho un ricordo cristallino.
    Le sue parole in questo messaggio sono preziose per chi lo ha conosciuto.
    Non solo perché trasmette l’idea che mi ero fatta di lui osservandolo da una cattedra dalla quale è sempre è sceso, ma perché noi, non eravamo studenti qualsiasi, ma qualcosa che lo arricchivano in qualche modo, e ce lo faceva percepire, anche con le sue buffe letture teatrali, come ragazzino che non ha mai scordato di essere tale.
    Ci mancherà.

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  3. Ciao Cristina,
    ho letto stamattina sul Corriere della Sera e sono rimasto sconvolto. L’avevo conosciuto al corso di Piero (Cudini) e non ho mai avuto l’occasione di andare oltre un paio di caffè. Conoscevo pochissimo anche della sua vita da scrittore. Adesso, in rete, ho trovato decine di piccoli “fili” che parlano di lui. E’ una cosa assurda, non trovo altre spiegazioni. Ti faccio le mie condoglianze.

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  4. Cara Bricolage, che privilegio essere stata allieva di Paolo. Mi sarebbe piaciuto, tante volte avrei voluto sentirlo parlare delle cose che sapeva. A parte forse un seminario in Normale cent’anni fa, l’unica volta che ho assistito a qualcosa di simile ad una sua lezione e’ stato alla presentazione di Bambini Bonsai a Bruxelles. Mi era sembrato tutto altissimo, incredibile. Ti abbraccio, cara Bricolage.

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