ragazze che dovresti conoscere

MyBnk, o dell’educazione finanziaria dei fanciulli (da ‘Pubblico’ del 5 dicembre 2012)

La prima domanda è semplice: presentati e indica un sinonimo di ‘soldi’. La risposta è una fitta successione di nomi un po’ esotici e di parole di slang, equivalenti di ‘grana’, ‘sacchi’ e ‘piotte’, pronunciata da qualche voce timida e da qualcun’altra sfrontata, oppure borbottata di malavoglia dai non pochi scontrosi. Il rapporto tra i bambini dell’Hollington Youth Center e il denaro non è certo di grande consuetudine, anzi. Nel piccolo centro sociale di Kennington, sud povero di Londra, una ventina di ragazzini neri tra i 7 e i 13 anni si ritrovano il martedì pomeriggio e il sabato mattina nelle mani della maestra Stephanie e di tre educatori, che tra un gioco sulla storia della Nigeria e un po’ di accompagnamento scolastico cercano di distoglierli dalla strada e dai suoi pericoli.0-1

Ma oggi c’è una novità: James, di MyBnk, è venuto ad insegnare ai ragazzi come diventare piccolissimi imprenditori, come vendere un prodotto, come portare avanti le proprie idee, presentando una serie di esempi positivi di ragazzi delle council houses, le case popolari che sono come micro-ghetti sparsi per la città, che con molta tenacia e un piccolo supporto finanziario sono riusciti a mettere in pratica le loro idee e a guadagnarci dei soldi. Bastano due ore in compagnia di questi ragazzi vivacissimi per capire che il punto fondamentale è proprio l’assenza di fiducia in se stessi, che troppo spesso non si sviluppa mai e che, quasi sempre, viene sostituita da una atteggiamento un po’ spaccone che si vorrebbe intimorente ma che, su dei bambini, suscita ancora tenerezza. Negli adolescenti spesso già fa paura, così come fa paura il disincanto totale di qualche allievo particolarmente difficile, che a 10 anni non crede in sé, non crede a James e, evidentemente, non crede in niente.

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Quello che sono le council estates inglesi lo sa il mondo intero da quando, nell’estate del 2012, ci sono stati i riots a Londra e in altre città del paese, con cinque morti e 200 milioni di sterline di danni. Invertire la furia distruttrice nei confronti di un’economia dalla quale i ragazzi delle council si sentono esclusi e trasformarla in forza produttiva è, in sintesi, lo scopo principale di MyBnk. L’organizzazione è stata fondata nel 2007 da una ragazza italiana nel carisma e nei tratti, ma inglese nel pragmatismo e nel piglio manageriale, Lily Lapenna. “Tornata da un’esperienza in Zimbabwe, ho avuto l’idea di creare dei progetti di formazione economica nelle scuole, perché i miei amici, indipendentemente dalla loro classe sociale, avevano difficoltà a gestire i loro soldi, a non indebitarsi”, spiega Lily, rievocando i suoi esordi quando, laureata da poco alla Soas, School of Oriental and African Studies, se ne andava da sola con il suo computer nelle scuole a spiegare ai ragazzini come gestire i propri soldi, con il solo sostegno morale del suo guru, Michael Norton, ex banchiere d’affari convertito al microcredito.

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Ora Lily stessa è diventata una guru a tutti gli effetti, come dimostra anche la grande attenzione mediatica che sta avendo il suo lavoro, tanto che è stata nominata dal World Economic Forum nella cerchia ristretta dei Young Global Leaders. “Ho iniziato a Tower Hamlets, in quelle scuole che hanno il poliziotto in permanenza”, spiega la trentaduenne, sposata da poco e ora anche incinta, nel suo ufficio di Brick Lane, dove i suoi 17 giovanissimi dipendenti e assistenti trasudano entusiasmo e totale dedizione alla causa. Il suo obiettivo sono i ragazzi dagli 11 ai 25 anni, a cui cerca di insegnare cosa vuol dire portare avanti un’idea di business attraverso sette diversi programmi di insegnamento nelle scuole, nei centri per giovani, nelle prigioni, ma anche, sorprendentemente, nelle scuole private. “Noi vogliamo arrivare a tutti, ma lavoriamo soprattutto con gli esclusi, che molto spesso sono più svegli”, spiega. Negli anni sono arrivati anche i finanziamenti – H&M e JP Morgan sono tra i principali donatori – e, per rispondere alla domanda crescente di educazione finanziaria, Lily ha deciso di espandersi attraverso il franchising, invece di ingrandire MyBnk. “Dopo una formazione adeguata e una certificazione di qualità, cediamo l’uso del marchio, ma solo nel Regno Unito”, spiega la giovane donna, osservando che è difficile assicurare che le cose siano fatte nel modo giusto se l’organizzazione si allarga troppo.

“Ora inizierà un progetto simile in Italia, dalle parti di Reggio Emilia, con l’aiuto della Caritas e della Banca di credito adriatico. Si chiama ‘Sbanchiamo’: noi abbiamo fatto la formazione, il concetto è vicino al nostro”, spiega. L’Italia è una presenza costante per Lily, il cui spirito fattivo e razionale non reca però traccia dei compromessi che ogni giovane italiano con delle idee rischia di trovarsi fronteggiare prima o poi. Il suo strumento di lotta è dare l’esempio, ispirare le persone. “Fare quello che faccio è il mio modo per aiutare più gente possibile, anche in Italia, ma bisogna capire e conoscere bene il territorio e con chi si ha a che fare”, osserva, notando il suo “miscuglio di identità” che fa sì che, alla fin fine, lei si senta londinese ma non inglese. Nella classe di Hollington Youth Center, il progetto è chiaro: rendere i ragazzi padroni degli strumenti economici per renderli padroni delle loro vite, far loro capire che con il lavoro si può arrivare lontano. E liberarli dalla dipendenza dagli aiuti statali che fanno il buono e il cattivo tempo nelle loro vite e che, giusti o sbagliati che siano, di questi tempi non possono più considerarsi una certezza.

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