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L’emancipazione di David C., pronto a battersi per dire che non c’e’ niente di piu’ conservatore del matrimonio

Non ha avuto la maggioranza nel suo partito, David Cameron. 134 voti contrari, 43 astenuti e 126 a favore. L’idea di andare avanti con un progetto di legge sull’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio non e’ piaciuta a molti Tories, ma neanche ad alcuni Labour – 22 contrari e 16 astenuti, tra cui Gordon Brown – e ad un manipolo minimo di LibDem (4 contrari, 7 astenuti). Le minacce da parte dei compagni di partito di Cameron, nei giorni precedenti, erano state chiare: David rischia la rielezione. Un motivo che era stato già ripetuto sull’Europa, ad esempio, e che fino ad ora aveva portato Cameron a farsi ricattare da molti, anche dall’ultimo backbencher, per via di una coalizione debole e di una mancanza di leadership di cui lui sembra ormai piuttosto consapevole.

Però con il voto di ieri è tornato ad essere per un istante l’accattivante teorico della ‘big society’, un leader con un’idea di mondo, il conservatore in bicicletta capace di prendere decisioni coraggiose per non rendere il suo partito un modello annacquato della destra reazionaria dell’Ukip. Durante il voto di ieri Cameron non ci ha messo la faccia: né lui né i suoi ministri Hague, Osborne e May, che avevano scritto una lettera al Daily Telegraph a favore delle nozze gay, si sono presentati ai Comuni. Il premier ha rilasciato un’intervista nel pomeriggio, poco prima del voto, in cui diceva che il matrimonio gay “e’ una questione di uguaglianza, ma anche un modo per rendere la nostra società più forte”. A difendere il governo c’era Maria Miller, ministro per la Cultura e per le Pari opportunità, che sul tema si e’ battuta come una leonessa.

L’Independent oggi ha lodato il primo ministro in un breve editoriale intitolato ‘Cameron si merita una pacca sulla spalla per il matrimonio gay’.” Il Daily Telegraph sottolinea giustamente come il dibattito sia stato comunque civile, senza toni accesi e senza note omofobe e offensive da parte degli oppositori del matrimonio gay. Non e’ una cosa da poco, bisogna ammetterlo. Lo stesso quotidiano dedica alcuni commenti di tono diverso al voto di ieri: il primo dice ‘Iscriviamoci all’era dell’Illuminismo Tory’ e sostiene che i liberali devono ricompensare il coraggio di David Cameron, vedendolo come un punto di riferimento e votandolo. “Cameron ha fatto una cosa notevole, che uno sia d’accordo con lui o no”, scrive Tom Chivers. L’editoriale del Telegraph e’ pero’ di tono diverso e sostiene che un cambiamento così epocale sarebbe dovuto essere accompagnato da un dibattito e da un maggiore consenso all’interno del partito. “Cameron ha seminato una discordia inutile”, titola il pezzo, che entra nel merito politico, ma ammette che le nozze gay sono una cosa alla quale la societa’ britannica si adattera’ presto. Il Dalia Mail e’ ancora più’ duro e parla di un ‘Cameron umiliato dalla ribellione dei Tory sul voto sui gay’. Con un bel po’ di coda si paglia, la notizia dell’approvazione delle nozze gay e’ data a malapena dal semi-tabloid conservatore, che dedica l’apertura alla ex signora Huhne, Vicky Pryce, e al suo piano per portare in rovina l’ex marito. Ah l’amour…

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