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Yves Saint Laurent nella campagna inglese, due mondi a confronto (da ‘Il Messaggero’ del 17 luglio)

LONDRA – Un museo che sembra un castello francese nel mezzo della campagna inglese, una piccola roccaforte del gusto d’oltralpe grande abbastanza per raccontare il mondo dello stilista Yves Saint Laurent: la destinazione ideale per portare per la prima volta nel Regno Unito il genio francesissimo di Yves Saint Laurent con la mostra ‘Style is Eternal’, che rimarrà aperta fino a fine ottobre. Il Bowes Museum si trova nella pittoresca cittadina di Barnard Castle, County Durham, nel nord dell’Inghilterra, luogo tanto lontano da Londra quanto splendido da visitare per assaporare quella campagna inglese rappresentativa dello spirito del paese forse più della sua megalopoli. L’edificio, con i suoi giardini principeschi, è una stravaganza costruita a metà ‘800 e secondo quanto spiegato alla BBC da Pierre Bergé, il partner di una vita dello stilista, “è un luogo che riflette la passione di Saint Laurent e mia per i luoghi evocativi, senza tempo”.

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Da tempo il Bowes ospita mostre di moda, da una sulle scarpe di Vivienne Westwood a una, più recente, su ‘Uccelli del Paradiso: piume e penne nella moda’, e contiene anche un’interessante collezione permanente di moda e tessile. Distribuita su tre grandi sale, la mostra su YSL mette in luce i momenti cardine della percorso creativo dello stilista e l’influenza significativa che ha avuto sulla moda e sul modo in cui continuiamo a vedere l’abbigliamento femminile. “La moda svanisce, lo stile è eterno”, disse una volta lo stilista, nato in Algeria nel 1936. Nel dare corpo a questo concetto, la mostra presenta 50 capi tra cui alcuni pezzi dalla leggendaria collezione russa, i vestiti ispirati al pittore Piet Mondrian del 1965 e gli smoking. Dopo tre anni passati da Christian Dior come direttore artistico alla morte dello stilista, che lo aveva nominato suo assistente quando aveva solo 17 anni e dopo l’allontanamento da parte dei proprietari della maison in seguito ad una collezione disastrosa, nel 1960 Saint Laurent decise di fondare la sua casa di moda insieme al suo compagno Bergè.

Premier smoking Yves Saint Laurent

Premier smoking Yves Saint Laurent

La prima sfilata è del 1962 e per 40 anni la divisione di ruoli tra i due è perfetta, funziona a meraviglia: Bergé si occupa della gestione dell’azienda, Saint Laurent solo della parte creativa. Nel 1976 finisce la relazione sentimentale, continua quella professionale. Nei primi 12 anni di collezioni lo stilista definisce il suo mondo e compone gli elementi essenziali del guardaroba della donna moderna: la giacca da marinaio e l’impermeabile nel 1962, il primo smoking nel 1966, la giacca da safari e il primo completo-pantalone nel 1967, la tuta nel 1968. Una vastissima selezione di questi capi leggendari, oltre a bozzetti, modelli di carta e accessori di solito conservati alla Fondazione Pierre Bergé-Yves Saint Laurent nella sede di Rue Marceau a Parigi, sono presenti alla mostra. Ci sarà anche un pezzo raro come un vestito di seta rosa del 1958, esposto solo una volta. La collezione intera di Parigi comprende 5000 capi, 2000 paia di scarpe, più di 10.000 gioielli e centinaia di cappelli.

‘Suzy’ Doll with four outfits from her wardrobe, Yves Saint Laurent

‘Suzy’ Doll with four outfits from her wardrobe, Yves Saint Laurent

Uno dei tratti caratteristici di YSL è il suo ricorso al codice d’abbigliamento maschile, declinato però in maniera ultrafemminile, in modo da conferire alle donne che indossano le sue creazioni un senso di potere che non scade mai nella mortificazione del corpo. “Se Chanel ha dato alle donne la loro libertà, è stato Saint Laurent a dare loro potere”, secondo le parole di Bergé. Sebbene i suoi vestiti fossero destinati soprattutto alle donne facoltose della borghesia francese e internazionale, lo stilista aveva l’ambizione di vestire tutte e di portare la sua creatività al di là dei limiti imposti dalla haute couture. Anche in questo fu pioniere: nel 1966 aprì il primo negozio di prêt-à-porter ad avere il nome di uno stilista, SAINT LAURENT rive gauche, portando la moda a fare un ulteriore passo avanti verso come la conosciamo noi.

‘Pantalons' collection board Spring-Summer 19

‘Pantalons’ collection board Spring-Summer 19

Fu anche uno dei primi ad introdurre un po’ di diversità sulle passerelle, usando modelle di colore, per riflettere quell’immaginario etnico che lo ha sempre contraddistinto. Appassionato di arte e lui stesso collezionista, Saint Laurent ha spesso reso omaggio a pittori, scultori e scrittori nelle sue collezioni. Dopo Mondrian ha celebrato Diaghilev e Picasso nel 1979, mentre negli anni ’80 è stata la volta di Matisse, Cocteau, Braque e Van Gogh, ma la sua fonte d’ispirazione principale, come spiegato anche da Bergé, è sempre stata la Francia, con le sue evoluzioni, i suoi cambiamenti, i suoi momenti storici, il suo spirito. “Saint Laurent è un simbolo della Francia tanto quanto il casco del poliziotto è un simbolo della Gran Bretagna”.

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