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Fiorire in carcere: il dipartimento di criminologia di Cambridge apre le sue aule a chi sta scontando una pena. E chi è il primo della classe?

In un mondo ideale tutti dovrebbero fare come il dipartimento di criminologia di Cambridge, che con l’iniziativa di aprire le sue lezioni a chi il crimine lo conosce bene, ossia alle persone che stanno scontando una pena in carcere, ha preso almeno tre piccioni con una fava. Il primo, il più ovvio, è un ‘piccione’ didattico: la stragrande maggioranza degli studenti di criminologia proviene da un ambiente che con il crimine non ha nulla a che fare e non conosce la mentalità di chi finisce col delinquere se non in maniera libresca e astratta. Per i ragazzi, relazionarsi ogni giorno con persone così lontane da loro è un’opportunità straordinaria per capire il modo di pensare e le ragioni di chi infrange la legge, ma anche la realtà del sistema carcerario. “Ricordo una sessione interessante sulla democrazia nelle prigioni in cui hanno fatto presente che semplicemente non funzionerebbe”, ha spiegato una studentessa al Times, che alla vicenda ha dedicato un articolo molto bello.

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Il secondo ‘piccione’ riguarda la funzione rieducativa che la pena dovrebbe sempre avere e che, nel caso della prigione di Grendon, un carcere di massima sicurezza in Buckinghamshire su cui esistono numerosi studi, viene presa molto sul serio. Questo è infatti l’unico carcere ‘terapeutico’ d’Europa e chi decide di essere trasferito lì acconsente ad iniziare un percorso di psicoterapia intensiva come parte integrante della pena. Gli studenti che seguono le lezioni di Cambridge insieme agli altri ragazzi vengono tutti da Grendon e sono quindi persone che hanno già intrapreso una strada personale di consapevolezza e di miglioramento. Ma non sono piccoli criminali con profili particolarmente facili, tutt’altro. Chi finisce lì ha commesso reati violenti, stupri, aggressioni sessuali e deve spesso scontare pene lunghe.

Come nel caso di Gareth, ventotto anni di cui gli ultimi cinque passati in carcere, una parte ancora da scontare per un crimine che non è stato specificato. Lui è l’esempio perfetto del terzo ‘piccione’, quello più inatteso, che si può acchiappare grazie ad una politica intelligente e illuminata. Da quando, insieme ad altri 21 carcerati, si è iscritto ad un modulo di filosofia del master di criminologia a Cambridge della durata di otto settimane, ha raggiunto risultati sorprendenti. Gareth è il primo della classe, due delle sue tesine stanno per essere pubblicate su riviste accademiche e al termine della pena potrà continuare a studiare al Pembroke College di Oxford se finirà la laurea in scienze sociali alla Open University. Per le due professoresse che hanno lanciato il progetto ‘Learning Together’, ‘Imparare insieme’, è l’esempio di come nelle carceri ci siano molte risorse da far fiorire, invece che da lasciar marcire. Ma l’obiettivo di Gareth è quello di tornarci, in carcere, anche se questa volta come consulente: “Voglio che le prigioni cambino e credo che questo sarà il mio ruolo. Per questo quando uscirò vorrei trovare un modo per rientrare”, ha spiegato.

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