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Cavolo rosso dimentica la strada. La BBC mette il #cleaneating sotto scacco e smaschera i guru del mangiar pulito (da ‘Il Foglio’ del 31 gennaio)

LONDRA – Il ‘kale’ è un cavoletto riccio che per dargli un po’ di sapore ce ne vuole, ma da quando tale Emma Mills, née Woodward, nota come Deliciously Ella, ha deciso che è “il re della nutrizione” e permette di “splendere da dentro”, le vendite sono aumentate del 45% all’anno. Mentre quelle dei libri di Ella Mills e dei suoi prodotti, tra cui le magliette con sopra scritto ‘Peace, Love & Kale’, sono proprio alle stelle: la radiosa figlia dell’erede della catena di supermercati Sainsbury’s ha appena aperto alcuni locali a Londra, ha un milione di followers su Instagram, e tra un succo di sedano e bacche di goji e un bownie alla patata dolce ha mandato in pensione Gwyneth Paltrow, troppo vecchia scuola e poco gioiosa con quei suoi menù fatti di niente.

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Nel mondo di Ella, dove basta massaggiare il kale, manco fosse una succulenta bistecca di Kobe, per renderlo tenero e sfizioso, delle gaudenti Sorelle Hemsleys – che non ti insegnano solo a mangiare, ma anche a masticare – e di questi nuovi guru dell’alimentazione non c’è spazio per i divieti o per i viaggi dimagranti alla Rosanna Lambertucci, ma solo per una filosofia apparentemente assertiva in cui si abbracciano dei cibi a cui si attribuisce il potere magico immediato di renderti la vita bella come un account di Ella e, ovviamente, più lunga e felice. Il tutto sotto l’hashtag, o l’etichetta, di #cleaneating, #mangiarepulito, la cui aura quasi mistica si è improvvisamente polverizzata dopo che la BBC ha affidato a uno scienziato vero, Giles Yeo, capo del dipartimento di genomica a Cambridge, il compito di andare a verificare quanto promesso da queste giovani donne dal volto luminoso e da alcuni senescenti pseudoesperti americani a cui alcune si ispirano.

In una puntata di ‘Horizon’, il simpatico Dr Yeo, senza traccia di spocchia, è volato negli States per farsi due chiacchiere con alcuni guru, tra cui Colin Campbell, autore di The China Study e l’inquietante Robert O. Young, promotore della dieta alcalina, il quale sostiene che i germi, così come i tumori, non esistono in quanto tali ma sono prodotti di un organismo intossicato dall’acido. “Tutte le malattie e i disturbi possono essere evitati gestendo il delicato pH dei fluidi del corpo”, ha spiegato Young, intervistato nel suo lussuoso ranch appena prima che andasse a rinfrescarsi le idee per tre anni in un carcere californiano. Davanti ad un Dr Yeo esterrefatto, il naturopata ha spiegato come da anni ospiti malati di cancro a cui somministra le sue cure e la sua dieta: i suoi 81 pazienti, però, sono morti tutti. Tra questi c’era la ventisettenne Naima Houder-Mohammed, capitano dell’esercito britannico colpita da un tumore al seno e mancata a 27 anni dopo aver speso 77mila dollari per andare da Young nella speranza di salvarsi a colpi di trasfusioni di bicarbonato. “Il dolore è acido e l’acido è dolore”, aveva sentenziato Young dopo che lei si era lamentata della sofferenza.

Tale Natasha Corrett, autrice di un libro il cui titolo si potrebbe tradurre come ‘Una purificazione onestamente sana’, è una seguace di Young ma in questi giorni, tra le homepage di questi siti accattivanti e levigati, è una gara a chi prende per primo le distanze dal #cleaneating e dalle sue promesse taumaturgiche. Anche Deliciously Ella, come tutte le sante, ha un miracolo all’attivo: si è curata da sola da una rara malattia che l’aveva resa gonfia e stanca – riusciva ad entrare solo nei vestiti del corpulento padre, narra la leggenda – eliminando i latticini, la carne, gli zuccheri raffinati e ovviamente l’inviso glutine. Nel suo tentativo di far risuonare la voce della scienza, Yeo intervista il dr Alessio Fasano, direttore del dipartimento di ricerca sulla celiachia a Boston, che non sa più come ripeterlo che il glutine fa male solo a chi è celiaco e non a tutti gli altri.

E pazienza che i carboidrati dovrebbero coprire la metà dell’apporto calorico di ognuno: basta comprare uno ‘spiralizzatore’ che taglia le zucchine a forma di spaghetti e non bisogna neppure rinunciare alla gioia di arrotolare qualcosa intorno alla forchetta. Ora Ella è sottile come un giunco, le sue ricette a occhio non contengono più di 200 calorie e i piaceri della gola sono tutti racchiusi nell’evanescente pizzicore di una marinatura leggera. Nonostante dichiari di “non contare le calorie”perché “mangiare non è una questione di limitazione e sensi di colpa”, il suo approccio è costantemente accusato di fornire solidissimi alibi all’anoressia e ai disturbi alimentari. Ma quando si tratta di fatturare, Deliciously Ella non si fa scrupoli: le pallette energetiche che vende nei suoi locali hanno più calorie e soprattutto più grassi di un più ruspante Mars, visto che contengono datteri, cocco, noci, per dire.

L‘ortoressia’, ossia l’ossessione di mangiare seguendo delle regole, è un terreno fertile per chi vuole fare soldi sfruttando le mode e va al di là della questione del vegetarianesimo o del veganesimo. Per le Hemsley Sisters, ad esempio, la panacea non è il kale ma una ricetta antica, fatta con due ossa di carne proveniente da una macelleria buona laciate cuocere per qualche ora nell’acqua: signore e signori, ecco a voi il brodo.

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