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Dalla soffitta del computer/ Martin ti presento Germaine. La lunga lettera di una Greer innamorata ad un Amis indifferente. (2015)

 

C’è solo una cosa più toccante di una lettera d’amore, ed è una lettera d’amore mai spedita. Il fatto che certe parole di non abbiano superato neppure la labile censura di una mente ossessionata le pone in una luce diversa agli occhi del lettore: più sincere, meno narcisiste, sicuramente più disperate. Soprattutto quando sono state scritte da una che da sempre dice tutto quello che le passa dalla testa come Germaine Greer, scrittrice e femminista australiana, e sono indirizzate ad uno dei più grandi romanzieri viventi, Martin Amis. In queste giornate tristi e amarissime, scoprire l’esistenza di una lettera lunga 60 pagine ha suscitato in me uno strano piacere, come se da un ghiacciaio fosse venuto fuori un regalo inaspettato. E’ stata iniziata all’aeroporto di Londra il 1 marzo del 1976 quando la Greer, già famosa per il suo libro più importante, ‘L’eunuco femmina’, stava lasciando Londra per iniziare una tournée di presentazioni e conferenze negli Stati Uniti. Ma prima di andarsene dalla città, come racconta The Guardian in un lungo articolo, doveva raccogliere un po’ di pensieri in un quadernino a cui aveva dato un titolo: “La lettera lunga ad un amore breve, oppure…”

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“Mi sorprende – si legge in uno dei pochi passaggi pubblicati sulla rivista letteraria Meanjin – che con quei capelli color tabacco e con quelle ciglia nere e arruffate tu non abbia occhi marroni. I tuoi occhi sono di un colore freddo, una sorta di blu-grigio da aviazione militare, e curiosamente irriflessivi. Li fai scivolare via da molte cose e osservi la gente attraverso le tue palpebre spesse, sotto i tuoi capelli, le tue sopracciglia, le tue ciglia. Guardi le bocche più che gli occhi. E’ perché non ti piace guardare in alto? Risulti molto schivo e aggraziato e seducente, come sai bene”. Amis, che all’epoca aveva un viso da Mick Jagger e più amanti di quante riuscisse a gestire, è un uomo molto piccolo di statura. Lei aveva 37 anni, lui 11 di meno ed era già al suo secondo romanzo. Figlio di una personalità ingombrante come Kingsley Amis, scrittore prolifico e amato, “nella primavera del 1975 Martin era diventato famoso come suo padre, e mi sembrava che tutti lo cercassero, anche le persone più improbabili come Germaine Greer o Mark Boxer (un vignettista politico dell’epoca, ndr)”, racconta Julie Kavanagh, che fino a poco prima aveva fatto coppia fissa con Amis, aggiungendo: “’La garanzia più certa di avere successo sessuale è il successo sessuale’, dice Terry in ‘Successo’ mentre la sua fortuna con le ragazze sta cambiando, e Martin lo stava scoprendo di persona”.

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La storia con Germaine Greer era cosa nota, anche se Amis non ne parla nella sua autobiografia, ‘Experience’. Nella sua lunga lettera la scrittrice e critica letteraria, nonché donna dalla schiettezza impareggiabile anche quando è totalmente fuori luogo – ha partecipato al Grande Fratello delle celebrities, per dirne una – non lesina critiche all’ultimo romanzo dell’amato, ‘Dead Babies’ (il titolo fu poi cambiato in ‘Dark Secrets’ nell’edizione economica): “Ti sei svuotato in pubblico. Non verrai ringraziato per questo. Non è la spiacevolezza della tua visione che suscita il biasimo, ma la vulnerabilità dell’autore, casualmente rivelata per una volta. Per quanto mi riguarda, mi rende smarrita di desiderio per te”.

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Una docente dell’Università di Melbourne, Margaret Simons, ha rinvenuto il testo mentre spulciava gli archivi della Greer, comprati nel 2013. Prima ha pensato di pubblicarlo integralmente su una rivista, poi, vista la qualità della scrittura e dei contenuti, si è ipotizzata una pubblicazione a parte, che potrebbe però non avvenire perché la Greer stessa ha ritenuto la lettera troppo piena di giudizi e di dettagli. In grado, a 40 anni di distanza, di ferire la persona con aveva una relazione ai tempi e molta altra gente coinvolta nelle vite di queste due persone così brillanti, così carismatiche e seduttive. La femminsta Germaine voleva qualcosa di più dal donnaiolo Martin, degno figlio di suo padre. “Ora so che non ti costringerò mai a leggere questa lettera. Il solo pensiero mi fa rimbombare il cuore, come se dovessimo andare in bagno insieme”, chiudeva nel 1976 la lunga lettera. Che forse nel 2016, censurata e modificata, arriverà al destinatario.

 

One thought on “Dalla soffitta del computer/ Martin ti presento Germaine. La lunga lettera di una Greer innamorata ad un Amis indifferente. (2015)

  1. Bella storia, anche se i personaggi sono crazy come quell’uomo che nell’epigrafe di “Pale Fire” decide di sparare sui gatti non avendo di meglio da fare…

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