Espionage/Uncategorized

Niente di vero tranne i sentimenti. La rivolta delle donne usate (a loro insaputa) come copertura dagli agenti di Scotland Yard. (da Il Messaggero del 30 agosto)

LONDRA – Nei primi anni ’90 Helen Steel pensava di avere un fidanzato ambientalista come lei, John, un bel ragazzo moro conosciuto qualche anno prima nei giri dell’attivismo ecologista. Quando dopo due anni lui è sparito, lasciandola con un biglietto in cui diceva di essere talmente terrorizzato dall’idea di perderla da preferire una rottura immediata, Helen si è disperata, ha pianto tutte le sue lacrime per mesi, anni, cercando di rintracciarlo sulla base delle poche cose che pensava di sapere di lui. Invano. Un giorno, passando per caso davanti all’anagrafe, ha avuto l’idea di entrare a rintracciare il certificato di nascita di questo John Barker che un tempo diceva di amarla –nella lettera d’addio non aveva escluso di tornare da lei un giorno – e quando ha scoperto che quel nome apparteneva ad un bambino morto di leucemia tanti anni prima ha iniziato a mettere insieme i tasselli di un quadro inimmaginabile. Arrivando così vicina alla verità che John Barker, al secolo John Dines, è stato trasferito in fretta e furia in Australia da Scotland Yard, di cui era un agente in incognito specializzato in infiltrazioni in ambienti sovversivi.

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Solo nel 2010 una donna con una storia simile a quella di Helen le ha aperto gli occhi su quello che era veramente successo, sulla maniera in cui John le aveva mentito su tutto per spiare lei e i suoi amici e le loro attività sovversive. «Aveva un furgone e si offriva di accompagnare la gente a casa, che è una tattica frequente degli agenti in incognito perché permette di capire dove vivono le persone», ha raccontato Helen. Capita la verità, la donna ha deciso di reagire e di adire le vie legali contro quella Metropolitan Police che, in maniera spietata, ha permesso che lei e altre otto donne almeno, due delle quali hanno addirittura avuto dei figli in relazioni simili, fossero ingannate per anni. Vite distrutte, cuori spezzati e un senso di dignità messo a dura prova da una pratica che le autorità britanniche non hanno mai voluto confermare ufficialmente.

Ma i giudici non hanno condiviso il punto di vista delle fidanzate ingannate, molte delle quali usano toni ancora più duri di quelli di Helen per descrivere quello che hanno vissuto: stupro di stato. Helen ha perso la sua battaglia legale e dopo aver ritirato il suo ricorso, ora deve rimborsare settemila sterline di spese legali a Scotland Yard, che vuole i soldi entro oggi. Ma la Steel si rifiuta, sostenuta da alcuni deputati dei Verdi e da un’opinione pubblica che alla sua vicenda di pugnace donna innamorata si è appassionata. Avendo affinato negli anni le sue doti investigative, la Steel è riuscita ad intercettare Dines – sposato e con figli – mentre scendeva da un aereo all’aeroporto di Sydney dopo aver fatto una missione di formazione delle forze di polizia in India. «Ero molto preoccupata che insegnasse altrove le stesse tattiche, ormai discreditate e usate nel Regno Unito, di cui ormai è riconosciuto che rappresentano una violazione dei diritti umani», ha spiegato Steel.

Il video dell’incontro mostra Dines, brizzolato e aitante, che con impassibilità molto britannica si scusa appena prima di andare via e di lasciare la sua ex fidanzata, con gli occhiali e i capelli raccolti in una coda di cavallo, a rimettere insieme i cocci di una storia in cui l’unica cosa vera erano i suoi sentimenti.

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