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Quando ho smesso di andare alle manifestazioni? (da HuffPost del 23 marzo 2019)

Quand’è che ho smesso di andare alle manifestazioni? Me lo sono chiesta stamattina mentre spingevo mia figlia sull’altalena di un parco insolitamente vuoto per un sabato mattina. Sono andati tutti al corteo, mi spiega il papà di un’altra treenne, pronto a trascinarla via per raggiungere moglie e amici tra bandiere europee e slogan pieni di ironia. Vieni? Venite? No, no grazie, credo che sia una cosa da inglesi. Mi spiego: noi non possiamo votare, che senso avrebbe contribuire all’ennesima allucinazione collettiva in un momento in cui il caos è alle stelle? (continua qui)

Nello specchio del film sulla Brexit si vede l’autolesionismo collettivo con cui gioca Cummings (da Il Foglio del 9 gennaio 2019)

Londra. Se lo sono visto anche in Parlamento, “Brexit – The Uncivil War”, il film per Channel 4 in cui Benedict Cumberbatch interpreta Dominic Cummings, lo stratega della Brexit, quello che si è inventato uno slogan trivellante come “Take back control” e che, dati alla mano, ha costruito una campagna perfetta e vincente, tagliata su misura per un elettorato già ammorbidito da vent’anni di propaganda dei tabloid. (continua qui)

Cartolina dalle Alpi. Merkel legge un libro sui tiranni, e chissà le somiglianze con certi figuri incontrati negli anni (da Il Foglio del 10 agosto 2019)

Londra. Con tutti gli aspiranti tiranni che ha visto Angela Merkel nella sua vita, chissà le risate che si sarà fatta a leggere l’avvincente studio di Stephen Greenblatt sui despoti in William Shakespeare. Sdraiata al sole delle Alpi, via dalla pazza folla, finalmente a riposo dopo che la sua inossidabilità ha iniziato a mostrare crepe, Angela avrà ritrovato nei personaggi del Bardo tante somiglianze con certi figuri incontrati negli anni ai vertici internazionali, nei corridoi di Bruxelles, in quella scena politica tedesca in cui lei ha dominato con polso fermo e liberale, incontrastata come nella vita sognata dei tiranni (continua qui).

Lo spazio tra l’Europa umana e quella politica è dei giovani. Parla Yascha Mounk (da Il Foglio del 18 dicembre 2018)

Londra. “Tu ragazzo dell’Europa, tu non pianti mai bandiera”, cantava Gianna Nannini nel 1982 e sembra di vederlo ancora, questo suo amante con “il cuore fuoristrada” che viveva “in mezzo a una sfida per le vie di Colonia”. Vai avanti di trentasei anni e cambia città, Strasburgo, e la sfida ne vede due, di europei: la vittima piena di energie e ideali e il carnefice con la mente già spenta da radicalizzazione e crimine, tutti e due nati ben dopo l’album di Gianna. (continua qui)

Il bus notturno su cui è nato Città irreale (da Letteratitudine)

«All’inizio non si fideranno di te ma dopo un po’ ti lasceranno anche servire ai tavoli, vedrai». Le luci della città illuminavano di bagliori elettrici i capelli castani delle due ragazze sedute davanti a me su un autobus notturno. Odore di patatine fritte con l’aceto, folate di birra irrancidita, un inizio di rissa proveniente dai sedili posteriori. E poi le giovani voci italiane delle due passeggere, così compita quella di chi dava consigli, così timorosa e emozionata quella di chi li stava ricevendo. Mi sono chiesta se qualcuno avrebbe mai raccontato la loro storia prima di scendere anche io al capolinea e dimenticarmi di loro. (continua qui)

La politica britannica, il palio degli unicorni e la proposta di abolire Eton (da Il Foglio del 14 luglio 2019)

Londra. Il dibattito politico britannico è diventato una sorta di palio degli unicorni. L’ultimo quadrupede luccicante a essere stato lanciato in pista è l’iniziativa del Labour, sostenuta da un Ed Miliband in vena di riscatto, di abolire Eton e le grandi scuole private del paese, colpevoli di aver infestato Westminster e dintorni di personaggi poco raccomandabili ma dall’autostima a prova di bomba. (continua qui)