Breve ricordo di Paolo che se n’è andato

199468_1894706013531_7867761_nDopo una malattia stronza e spiccia stanotte se n’è andato il mio amico Paolo Zanotti, a cui saranno per sempre associati l’avventura, le giacche di velluto e l’azzurro chiaro. Ci vorrebbero la sua eloquenza e la sua grazia per raccontare i quindici anni di cene e chiacchiere, libri e bevute, pause e retrouvailles, telefonate e confessioni iniziati nel corridoio della Scuola Normale – ah, queste protomatricole! – e poi proseguiti tra pittoreschi sottotetto sui Lungarni, mangiate di castagne a Roma, traduzioni collettive di libri sui pellerossa, pranzi nelle osterie bolognesi e, di nuovo, pittoreschi sottotetto a Bruxelles. Ci presentavamo gli amici come ci si prestano i libri, ed era bello essere curiosi insieme a Paolo, analizzare tutto senza mai giudicare, seguirlo nella sua ironia e nell’assoluta, totale gentilezza con cui affrontava il mondo. Tutte cose che si ritrovano nei romanzi, nelle poesie e nei suoi saggi, uno più bello dell’altro. Lo Zanotti per me è una stella alta nel cielo da sempre, e per sempre lo sarà. Ciao amico mio.