Quando ho smesso di andare alle manifestazioni? (da HuffPost del 23 marzo 2019)

Quand’è che ho smesso di andare alle manifestazioni? Me lo sono chiesta stamattina mentre spingevo mia figlia sull’altalena di un parco insolitamente vuoto per un sabato mattina. Sono andati tutti al corteo, mi spiega il papà di un’altra treenne, pronto a trascinarla via per raggiungere moglie e amici tra bandiere europee e slogan pieni di ironia. Vieni? Venite? No, no grazie, credo che sia una cosa da inglesi. Mi spiego: noi non possiamo votare, che senso avrebbe contribuire all’ennesima allucinazione collettiva in un momento in cui il caos è alle stelle? (continua qui)

Nello specchio del film sulla Brexit si vede l’autolesionismo collettivo con cui gioca Cummings (da Il Foglio del 9 gennaio 2019)

Londra. Se lo sono visto anche in Parlamento, “Brexit – The Uncivil War”, il film per Channel 4 in cui Benedict Cumberbatch interpreta Dominic Cummings, lo stratega della Brexit, quello che si è inventato uno slogan trivellante come “Take back control” e che, dati alla mano, ha costruito una campagna perfetta e vincente, tagliata su misura per un elettorato già ammorbidito da vent’anni di propaganda dei tabloid. (continua qui)

Ricordi d’estate/ Nella Londra pre Brexit c’è guerra tra populisti e Parlamento. Ricorda qualcosa? (da Il Foglio del 15 agosto 2019)

Londra. Mentre il resto del mondo legge romanzi gialli a pancia all’aria sulla spiaggia o in giardino, a Londra e in poche altre selezionate capitali è il manuale di procedura parlamentare il vero libro dell’estate (continua qui)

Middle England di Jonathan Coe, anatomia di un paese senza più cuore (da Il Foglio del 25 novembre 2018)

Londra. L’unica strada per raccontare l’intricatissima Brexit è quella di affidarsi a una favoletta allegorica, e Jonathan Coe, massimo artigiano del genere, si è mosso così nella sua indagine sull’odio che ha spaccato il Regno Unito. Non è un odio grande (continua qui)

Molto poveri, molto ricchi (da Il Tascabile del 30 gennaio 2018)

LONDRA – Basta guardare la città: nei vuoti lasciati dalle bombe tedesche nella seconda guerra mondiale sono sorte case popolari, e non conta che siano a Chelsea o in periferia, a Londra più ancora che nel resto del paese i poveri e i ricchi vivono molto spesso fianco a fianco. Molto poveri, molto ricchi. (continua a leggere qui)

Anna Soubry, la Tory anti-Brexit meno mansueta di Westminster (da ‘Il Foglio’ del 19 gennaio)

LONDRA – Il ritratto della Thatcher in stile Andy Warhol appeso nell’ufficio di Anna Soubry ha i colori più tenui dell’originale, quasi zuccherini. «Non dobbiamo mai farci bullizzare», trilla allegra la deputata conservatrice aguzzando gli occhi azzurri, e per un momento sembrerebbe quasi alludere al fatto di essere donna. In realtà si riferisce ad un’altra categoria che sta vivendo una gloriosa stagione di riscatto: gli europeisti britannici. (Continua a leggere qui)