L'(ex) incolore Ed Miliband all’attacco dei tabloids, cronaca di una battaglia vittoriosa (da ‘Il Foglio’ del 16 ottobre)

Il trucco, questa volta, non è riuscito. Paul Dacre, 65 anni a novembre, ha sblagliato il numero più classico nel repertorio del direttore di testata popolare britannica, nella fattispecie del Daily Mail: rovinare la carriera di un politico con accuse infamanti. L’attacco ad Ed Miliband – tramite colpe del padre Ralph – non ha portato i risultati sperati: Dacre non è riuscito insomma a convincere i lettori che il leader laburista è geneticamente pericoloso in quanto figlio di un marxista che odiava i britannici. Anzi, s’è realizzato l’effetto boomerang: il politico dal carisma incerto tutt’a un tratto si è fatto leone per difendere la memoria del genitore, colpendo l’immaginario della Middle England e il sentimentalismo moraleggiante dei lettori del Mail molto più della remota minaccia secondo cui quello stesso politico starebbe coltivando il piano segreto di realizzare il progetto anticapitalista del padre.

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Ai lettori è piaciuto anche che Miliband sia stato il primo politico di spicco a non farsi spaventare da un colosso come il Daily Mail e che, invece di corteggiare la potente corazzata come molti suoi predecessori, abbia chiesto il diritto di replica. Gli attacchi ai politici sono da mettere in conto, ma “ma mio papà è una questione diversa, è morto nel 1994, lo amavo e lui amava la Gran Bretagna”, ha detto Miliband. Parole affettuose buone per la lacrima facile del lettore del Mail e, soprattutto, gesto di grande indipendenza – così è stato intepretato – ben lontano dall’incestuosa familiarità dei fine settimana nelle Cotswolds dei Cameron con l’ex direttore del Sun, la rossa Rebekah Brooks. “Certo che se mai Miliband diventasse primo ministro in futuro, cosa tutt’altro che scontata, vorrebbe proprio dire che è la fine dei tabloid come li conoscevamo”, spiega al Foglio un osservatore, ricordando che il giovane Miliband aveva attaccato anche l’impero di Murdoch, senza cercare mai una riconciliazione. Inaudito.

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Sembrano lontani i tempi di “It’s the Sun wot won it”, ‘E’ il Sun che ha vinto”, e della campagna che portò il laburisti a perdere un’elezione facile nel 1992 anche per via di uno dei migliori titoli di sempre: “Se Kinnock vince oggi l’ultimo che lascia la Gran Bretagna spenga la luce per favore”. Sembrano lontani anche i tempi delle telefonate imploranti che ogni politico era costretto a fare per cercare di captare, spesso a vuoto, un po’ di benevolenza dai direttori. Si racconta maliziosamente di un Romano Prodi leader a Bruxelles che chiese a Dacre un briciolo di obiettività sull’Europa, ottenendo risatine sommesse. Sono lontani anche i tempi in cui si poteva dire che, se avesse rivinto il Labour, alle bambine di 9 anni sarebbe stata distribuita la pillola del giorno dopo a scuola. Qualcosa deve essere successo, se è vero che invece di suscitare l’indignazione sperata, l’articolo del Daily Mail dal titolo ‘L’uomo che odiava la Gran Bretagna’ e dedicato a ripercorrere la storia ideologica di Ralph Miliband ha scatenato circa 400 proteste alla PCC, la commissione per i reclami nei confronti della stampa, 16mila messaggi di sostegno a favore di Ed Miliband, una serie infinita di prese di posizione di politici e una fila di scuse ad alto livello.

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La Leveson Inquiry, lo scandalo sulle intercettazioni e il caso Milly Dowler – l’adolescente scomparsa a cui News of the World, giornale della domenica del gruppo Murdoch, aveva intercettato il telefono e cancellato progressivamente i messaggi per fare spazio in segreteria a nuove eventuali prove, accendendo nei genitori la speranza che fosse ancora viva – hanno cambiato qualcosa nella percezione dei tabloids, così come l’informazione online ha forse reso i lettori più informati e meno dipendenti da un’unica fonte di notizie. Su 1,8 milioni di lettori del Mail, si calcola che circa mezzo milione voti Labour e, a sorpresa, mezzo milione sia vicino ai LibDem. I britannici leggono i tabloids per farsi un’idea sulla politica o, più semplicemente, per abitudine, per lo sport, la moda, il gossip e le ricette, e per distrarsi con quella loro prosa accattivante e suadente come un dessert troppo dolce?

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Il successo planetario del tentacolare sito del Daily Mail, santuario di un tipo di giornalismo al tempo stesso impeccabile – dietro ogni articolo c’è più mestiere che in un lancio di Reuters, non c’è dubbio – e morboso, moraleggiante, finalizzato ad attizzare paure, paranoie, insicurezze, a consolidare aspirazioni e pregiudizi, valori famigliari, nazionalismo, dà da pensare. Formidabile catalizzatore di pubblicità, il Mail Online registra circa 13 milioni di contatti al mese nel Regno Unito e ha visto i suoi ricavi crescere del 45% in un anno ma, a differenza del fratello cartaceo, di politica parla poco ed è quasi ipnotico nel suo riportare vicende di celebrities al di sotto di ogni soglia di rilevanza, come fosse un’infinita colonnina di destra di un sito di giornale italiano. ‘Marmite tossico’, lo chiama qualcuno rifacendosi al famoso estratto di lievito dal sapore e dal colore bruciaticcio che i britannici – e solo loro – amano spalmare sui toast la mattina, ed è proprio cosi, il Daily Mail, incomprensibile e familiare, volto non a scandalizzare ma, più finemente, a creare individui scandalizzati.

Non è ancora chiaro, nell’ambiente mediatico londinese, se si stia assistendo al tramonto dei tabloids o, più modestamente, a quello di Paul Dacre, l’uomo più discreto e potente di Fleet Street, uno che non scatena i dibattiti ma si limita, bontà sua, a definirne i parametri. La domanda circola da qualche settimana, anche perché la vicenda Miliband, così frontale e imbarazzante, all’azionista di maggioranza del Daily Mail and General Trust non è andata giù più di tanto. Jonathan Harmsworth non è più un ragazzino e ha acquisito molta più esperienza da quando, nel 1998, dopo la morte del padre Vere, prese le redini del gruppo poco più che trentenne e diede carta bianca a Dacre, neppure troppo caro al genitore, affinché tracciasse la linea del giornale e lo portasse nel nuovo millennio.

Non ha avuto torto, il quarto Visconte Rothermere. Dal 1992 Dacre, direttore venerato per il fiuto e le ossessioni, per le urla e per l’abilità, non è riuscito a superare il Sun nelle vendite, pur avendo portato il Mail alle vette stellari di 2,4 milioni di copie al giorno nel 2000, ma ha surclassato il tabloid di casa Murdoch nell’influenzare la psiche britannica e nel farsi portavoce della Middle England, fatta di classe media e working class ‘aspirazionale’. Era anche di sinistra, Dacre, prima di passare un periodo negli Stati Uniti come corrispondente per il Daily Express e rimanere incantato dal libero mercato e dai valori solidi della prospera società americana, così vicini ai suoi da uomo di famiglia, che si è sposato giovane e alla moglie è sempre legatissimo. Dicono che la mattina presto legga i giornali e che qualunque cosa gli susciti un frisson di indignazione, anche in una storia minima, presto troverà uno spazio su una delle famose doppie paginate del giornale. A condizione che la storia riguardi qualcuno con cui il lettore possa identificarsi – niente miliardari o povera gente – e che permetta allo stesso lettore di rintanarsi nella sua casetta pensando sotto sotto ‘meno male che non è successo a me’.

Il giornale, negli anni di Dacre, è stato al passo coi tempi e al tempo stesso immutato da quando fu fondato nel 1896, con immediato successo, da Lord Northcliffe, uomo talmente convinto del suo potere da chiedere per sé (invano) un seggio alla conferenza di Versailles nel 1918. “La noia non aiuta a pagare il mutuo”, secondo il direttore del Daily Mail, che con il suo sensazionalismo moralista di mutui ne ha pagati molti e, in particolare, a Islington, quartiere di quell’intellighentsia londinese blairiana da sempre tra i bersagli prediletti del giornale. Per solleticare l’istinto dei lettori a indignarsi, il Mail non manca mai di indicare, accanto al nome di una persona, il costo della casa in cui vive, abitudine ormai invalsa anche in altre testate. Accanto alle sue campagne martellanti, ossessive, che vanno avanti per giorni, scelte dopo aver chiacchierato con i vicini di casa, Dacre ha anche mostrato coraggio nella cause célèbre di Stephen Lawrence, adolescente nero ucciso a Londra nel 1993 da un gruppo di ragazzi bianchi. Dacre, con mano pesante, titolo’ Murderers, assassini, ma la condanna dei giudici arrivò molto dopo, nel 2012. Si scoprì che il padre di Lawrence aveva fatto dei lavori a casa di Dacre in passato, e non sorprende: sempre lì si torna, nelle case degli inglesi.

Nella guerra con Ed Miliband sorprende che il Mail abbia scelto un passato che non fa comodo a nessuno, visto che il bisnonno di Rothermere, Harold Sidney, aveva simpatie naziste e sostenne l’ascesa di Hitler in Germania. Stupisce anche che i metodi dell’attacco a Miliband siano stati grossolani e tali da prestare il fianco a molte critiche. La foto della lapide del cimitero di Highgate con la didascalia ‘Grave Socialist’ – socialista grave o tomba socialista? – e soprattutto la scellerata decisione di mandare dei giornalisti del Mail on Sunday al funerale di uno zio di Miliband per chiedere ai parenti in lutto un commento sulla vicenda di Ralph sono errori che da Dacre nessuno si aspetterebbe. Come sentenziato dal Financial Times, la vicenda Ralph Miliband ha “visto emergere le crepe di un’organizzazione di solito piu’ avvezza ad esporre le debolezze degli altri”.

Come spesso i giornali della domenica, il Mail on Sunday è quasi indipendente dal Mail. Soprattutto in cerca di indipendenza è il suo direttore, Geordie Graig, che è stato a Eton e ha il sorriso affilato di chi sta contando con soddisfazione le mosse false dell’avversario. Con la fretta del giovane di distanziarsi dal vecchio e di far capire che il suo stile è diverso, Graig si è mostrato più aperto su questioni sociali come i matrimoni gay e ha già parlato di una “terribile assenza di giudizio” sul caso Miliband, prima di sospendere i due giornalisti protagonisti dell’incursione al funerale, di cui giura che non sapeva nulla. Lord Rothermere, in un’intervista a Tatler – gazzettino della nobiltà inglese – ha fatto sapere che quando Dacre avrà l’età per la pensione arriverà Geordie. In teoria ci vorranno dieci anni, perché è il contratto di Dacre è stato esteso, ma in molti scommettono che il cambio a Northcliffe House avverrà prima. Che Lord Rothermere dia via lo scalpo di Dacre per fare un favore al Labour è cosa da escludersi, ma qualcuno dovrà pur pagare per aver permesso all’incolore Miliband di mettersi in una buona luce per la prima volta da anni.

La rassegna stampa quotidiana – Day 7

E’ successo: una ricerca ha stabilito che dire che le bambine sono più sveglie e intelligenti rende più fragili i bambini e fa peggiorare i loro voti. Lo riferisce il ‘Telegraph’, spiegando che “questi stereotipi colpiscono i bambini nei primi anni di scuole primarie e impediscono ai maschietti di sviluppare pienamente il loro potenziale”. Uno studio pubblicato da ‘Child Development’ sottolinea che i bambini devono quindi essere rassicurati sul fatto che possono essere bravi quanto le bambine e bisogna evitare tutto quello che può farli sentire inferiori, come dividere le classi in base al sesso. E sempre a proposito di bambini, oggi c’e’ la tradizionale corsa dei pancakes del Shrove Tuesday.

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Le prime pagine dei giornali britannici sono per il resto quasi tutte dedicate al Papa, alle sue dimissioni e alla questione della successione. Solo il ‘Mail’ non se ne cura, aprendo con l’ammissione da parte della catena di supermercati Tesco che la loro ‘bolognese’ era fatta di carne di cavallo. Onestamente, poteva andare peggio. Il ‘Daily Telegraph’ passa poi a parlare del problema delle volpi a Londra, pubblicando la foto del neonato aggredito la settimana scorsa e titolando sulla richiesta di abbattimenti selettivi. Un altro animale da qualche tempo nel mirino dei media in quanto portatore di tubercolosi è il ‘badger’, il tasso, che ha trovato un difensore in Brian May, il chitarrista dei Queen. May ha comprato delle terre in Dorset per farne una riserva naturale per tassi. Solo che gli allevatori sostengono che i tassi infetti dalla tubercolosi vanno abbattuti per evitare il propagarsi della malattia e accusano la rockstar di influenzare negativamente l’opinione pubblica su un problema che costa loro il 5% del bestiame ogni anno. Ad una settimana dalla conferma dell’identità delle spoglie ritrovate a Leicester, BBC offre a tutti i britannici la possibilità di scoprire se sono imparentati con Riccardo III grazie ad un test del DNA durante lo spettacolo live ‘Chi ti credi di essere’.

La rassegna stampa quotidiana – Day 2

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E se avesse lanciato una moda, Beatrice d’Olanda, abdicando a favore del figlio, il principe Willem-Alexander? E’ normale che i giornali britannici, i quali dedicano una vasta copertura all’argomento, se lo chiedano. “La regina finalmente se ne va e lascia il posto al figlio – in Olanda”, scrive il Times lasciando trapelare la speranza di poter scrivere qualcosa di nuovo, dopo più di 60 anni di Elisabetta, Elisabetta, Elisabetta. Dopo aver fatto il quotidiano aggiornamento sul pensiero del Principe Harry e sul rapporto che Carlo ha avuto in passato con le boarding schools, i collegi dove molto bambini e ragazzi inglesi preferiscono andare invece che stare in famiglia, il Telegraph scrive una notizia che dà la misura della crisi economica: le scuole d’arte sono sommerse dalle richieste di disoccupati che vogliono posare nudi per guadagnare 14 sterline all’ora, ossia il doppio del salario minimo. Ma non è un lavoro che si possa improvvisare, spiega una professionista trentenne: “Anche se stai posando per poco tempo, qualunque cosa che implichi piegare le gambe o i piedi ti porterà a tremare molto rapidamente. Se stai facendo una posa lunga, assicurati di far riposare la schiena, e di mangiare e bere abbastanza prima di iniziare la seduta”. Il Daily Mail cita infine una ricerca secondo cui le cattive notizie fanno ingrassare e guardare la TV durante la recessione porta a mangiare cibi grassi e pesanti.

La rassegna stampa quotidiana – Day 10

Una ragazzina di 14 anni ha usato Facebook per mandare un invito aperto per una festa a casa sua. Il risultato dell’abile mossa e’ che sono arrivati 800 adolescenti e hanno fatto danni per 30mila sterline nella casa dei genitori della quattordicenne, che ha comunque dichiarato: “Ne e’ valsa la pena”. Sempre nel filone ‘grandi eventi’, il Daily Telegraph racconta di una donna che ha passato la sua prima notte di nozze in carcere per aver aggredito uno degli invitati al suo matrimonio, il quale, troppo ubriaco, avrebbe iniziato a molestare gli altri ospiti e in particolare lo sposo. Una volta rilasciata, e’ partita per la luna di miele senza fare una piega. La storia del giorno, pero’, e’ un’altra: un uomo colpito da un infarto e’ stato salvato dall’arrivo di un suo corpulento amico – 95 chili di peso – che nel tentativo di aiutarlo gli e’ caduto addosso incidentalmente, dandogli il colpo necessario per far ripartire il suo cuore. Milo, un gatto con un collarino magnetico, e’ stato scoperto essere il ladro di 20 mazzi di chiavi spariti negli ultimi mesi dalle case dei suoi vicini a Stoke Newington, quartiere di Londra. Il mondo animale riserva altre sorprese, visto che Monty e Porter, due cani di 18 e 12 mesi, si sono sfidati alla guida di due auto in un circuito automobilistico di Auckland, in Nuova Zelanda. Ce lo racconta con tanto di foto il Daily Mail, e noi gliene siamo grati.

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la rassegna stampa quotidiana

Preferendo occuparsi di politici conservatori pedofili e di alberi ammalati (ovviamente per colpa dei governi laburisti, secondo il Times) i giornali britannici di oggi dedicano purtroppo poco spazio ad una storia che sento molto vicina: una donna ha tentato di superare l’esame di teoria per la patente 105 volte, spendendo piu’ di 3000 sterline (l’esame costa 31 sterline, questa e’ la notizia, per me che l’ho provato tre volte in Italia). Un altro caso che sta occupando le pagine dei quotidiani inglesi e’ la storia del giardiniere diventato sordo dopo 19 anni a tagliare il prato di un aristocratico deputato conservatore e di sua moglie: chiede 25mila sterline di compensazione, ma la baronessa vedova e’ pronta a lottare e ha spiegato che anche lei era assordata ogni volta che doveva caricare i fucili del marito. Il Telegraph ci informa poi sulla parentela tra il principe Carlo e Vlad l’Impalatore, meglio noto come Dracula. “Ho la Transilvania nel sangue”, avrebbe ammesso lo stesso principe, che viaggia spesso in Romania insieme alla moglie Camilla. Quest’ultima da due giorni troneggia su ogni giornale in una serie di foto che la vedono con in braccio un cucciolo di canguro e l’aria disgustata durante una visita in Australia. Un inglese su quattro, infine, ammette di non essere mai stato in Francia, secondo un informato sondaggio del Daily Mail.