La strategia rischiosa dei media britannici: prendere in giro gli elettori di Farage per contrastare UKIP (da ‘Il Foglio’ del 26 febbraio)

L’Ukip non è mai stato così impresentabile, l’Ukip non è mai stato così forte. A poco più di due mesi dalle elezioni, la scena politica britannica è più frammentata che mai e quello che cinque anni fa era un abbozzo di tripartitismo ora sta diventando qualcosa di molto più complesso. Philip Stephens scrive sul Financial Times che l’establishment inglese, così come lo conosciamo, è finito, e che la “colla della Britishness” che teneva unito il paese si è persa, lasciando soltanto un “vuoto di legittimità”, in cui vincono gli “anti: gli anti elite, gli anti Europa, gli anti immigrati e gli anti capitalismo”. Nel verdeggiante panorama campestre e spaccato disegnato dall’Economist nella sua copertina di questa settimana, le due zolle di terra più grandi sono occupate dal Labour e dai Tory, ma se l’attuale premier Tory David Cameron sembra soprattutto soddisfatto di vedere il suo vice liberaldemocratico, Nick Clegg, cadere giù nel burrone, il troppo laburista Ed Miliband rischia di fare la stessa fine per mano di una inflessibile Nicola Sturgeon dello Scottish National Party. In tutta questa violenza, le due figure più ottimiste sono quella della leader dei Verdi Natalie Bennett che avanza serena in bicicletta, e del sardonico Nigel Farage con la sua tazza di té in mano.

Perché se l’Ukip non ha colpito il paese al cuore, ne sta sicuramente rosicchiando i bordi. Oltre alle due costituencies già conquistate, Rochester e Clacton, i sondaggi danno il partito in avanzata in altre tre circoscrizioni, Castle Point e South Basildon&East Thurrock, entrambe in Essex, e Boston&Skegness, in Lincolnshire. Tutte città costiere, con l’eccezione di Rochester che è fluviale, tutti luoghi che faticano a trovare una loro strada verso il futuro, come tanti loro abitanti di una certa età che con il mondo contemporaneo non sanno fare pace e che non si adeguano al linguaggio progressista dei media. I quali già da tempo vanno a caccia dell’ultima gaffe, della parola irripetibile, della battuta stantia e razzista, della scivolatura antisemita. “E’ molto facile tendere tranelli a questi elettori e portarli a infrangere l’ultimo tabù di questo paese: il razzismo”, spiega al Foglio David Goodhart, direttore del think tank Demos e autore di “The British Dream”, un libro sull’immigrazione in cui sostiene che sia ingiusto accusare di razzismo chi è preoccupato dei cambiamenti che l’accoglientissima Gran Bretagna sta attraversando.

“Ogni forma di preoccupazione di natura demografica è diventata razzismo, e questo svuota la parola stessa”, prosegue Goodhart, inviso ai liberali da quando nel 2004 pubblicò sul Prospect Magazine da lui fondato un articolo intitolato “Too diverse?” in cui iniziava ad enunciare le sue teorie. “Ci saranno anche dei razzisti dentro Ukip, ma ci sono soprattutto persone preoccupate, e il partito è diventato il grande campo di battaglia in cui stiamo lottando contro il tabù di cui sopra, il razzismo”, col risultato, spiega, che “i media liberali stanno facendo involontariamente da sergente reclutatore per conto dell’Ukip”.

Il risultato, a qualche mese dalla conquista dei primi due seggi a Westminter – l’augusto palazzo, peraltro, ha seri cedimenti strutturali e ha scelto questa campagna elettorale imprevedibile per manifestarli – è che gli Ukippers hanno guadagnato in sicurezza e a ogni nuovo errore sembrano fare più cerchio intorno ai propri membri, sembrano sentirsi meno in dovere di scusarsi. Al momento l’elettore Ukip sta avendo più successo e più visibilità di Nigel Farage stesso, che in attesa della stagione a lui propizia dei dibattiti televisivi non tocca quasi palla mentre cerca di avventurarsi con passo incerto al di fuori del suo binomio tematico classico immigrazione-Europa, Europa-immigrazione.

La Bbc ha trasmesso “Meet the Ukippers”, cinquanta minuti di documentario in cui si racconta il partito nel Thanet, penisola del Kent baciata da un sole impareggiabile per gli standard britannici ma il cui appeal turistico è stato spolpato dall’arrivo di Ryanair e dalla concorrenza del più tenace beltempo spagnolo. Intervistando anziani sostenitori nelle strade decadenti e multietniche di Ramsgate e Cliftonville, la Beeb ha tracciato un ritratto vivace ma certo non lusinghiero di militanti di mezza età – una consigliera dell’Ukip di nome Rozanne Duncan, prontamente espulsa dal partito – che parlano del fatto che hanno “un vero problema ad accettare le persone con tratti negroidi” e della legittimità di descrizioni come quella secondo cui gli ebrei hanno il naso adunco e le loro mogli portano la parrucca.

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Channel4, canale pubblico ma finanziato con la pubblicità e quindi non vincolato al leggendario equilibrio della Bbc, è andato un po’ oltre, con una docu-fiction dal sapore distopico in cui un improbabile presentatore anziano annuncia i risultati delle elezioni 2015: con un twist che si vuole quasi fantascientifico, il partito di Nigel Farage è in grado di formare un governo.

“Ukip, I primi 100 giorni” è raccontato dal punto di vista di un’ambiziosa deputata di origine asiatica, volto di punta del partito per fugare ogni accusa di razzismo. Alla seconda settimana, il Regno Unito esce dall’Unione europea, poi la deputata piange per la chiusura di aziende e la perdita di posti di lavoro, e infine iniziano gli episodi di razzismo, di espulsioni di immigrati. Il tutto filmato con interviste, finti notiziari e un lieto fine in cui lei se ne va dall’Ukip finalmente rinsavita. E la gente ha protestato. Molto. Il media watchdog Ofcom ha ricevuto 6.500 segnalazioni e ha aperto un’inchiesta per vedere se tutto quell’uso di immagini di archivio di sostenitori dell’Ukip che applaudono montate insieme a finti discorsi di leader del partito siano o no “misleading”, ingannevoli. E se la storia della finta deputata indiana sia anch’essa tendenziosa. Fatto sta che già a febbraio Channel 4ha superato per numero di proteste tutti i programmi del 2014, dando un grande assist a Farage, che ha twittato serafico: “Sembra che 100DaysOfUkip stia sortendo l’effetto opposto. Una visione distorta e di parte dell’Unico partito che crede nella Gran Bretagna”.

Il Telegraph, che sta facendo una campagna anti Ukip che neanche il Socialist Workers’ Party, cita da giorni un sondaggio commissionato da Lord Ashcroft secondo cui l’Ukip è ai minimi, appena all’11 per cento dei consensi, dopo che la gente ha capito grazie ai recenti programmi tv quanto siano razzisti e retrogradi. YouGov chiede a chi passa sul suo sito di rispondere alla domanda: cosa ne sarà dell’Ukip tra 10 anni. La maggioranza sostiene che sparirà. Possibile. Ma l’Ukipper ormai è nato e non sarà facile demolirlo.

La rassegna stampa quotidiana – Day 7

E’ successo: una ricerca ha stabilito che dire che le bambine sono più sveglie e intelligenti rende più fragili i bambini e fa peggiorare i loro voti. Lo riferisce il ‘Telegraph’, spiegando che “questi stereotipi colpiscono i bambini nei primi anni di scuole primarie e impediscono ai maschietti di sviluppare pienamente il loro potenziale”. Uno studio pubblicato da ‘Child Development’ sottolinea che i bambini devono quindi essere rassicurati sul fatto che possono essere bravi quanto le bambine e bisogna evitare tutto quello che può farli sentire inferiori, come dividere le classi in base al sesso. E sempre a proposito di bambini, oggi c’e’ la tradizionale corsa dei pancakes del Shrove Tuesday.

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Le prime pagine dei giornali britannici sono per il resto quasi tutte dedicate al Papa, alle sue dimissioni e alla questione della successione. Solo il ‘Mail’ non se ne cura, aprendo con l’ammissione da parte della catena di supermercati Tesco che la loro ‘bolognese’ era fatta di carne di cavallo. Onestamente, poteva andare peggio. Il ‘Daily Telegraph’ passa poi a parlare del problema delle volpi a Londra, pubblicando la foto del neonato aggredito la settimana scorsa e titolando sulla richiesta di abbattimenti selettivi. Un altro animale da qualche tempo nel mirino dei media in quanto portatore di tubercolosi è il ‘badger’, il tasso, che ha trovato un difensore in Brian May, il chitarrista dei Queen. May ha comprato delle terre in Dorset per farne una riserva naturale per tassi. Solo che gli allevatori sostengono che i tassi infetti dalla tubercolosi vanno abbattuti per evitare il propagarsi della malattia e accusano la rockstar di influenzare negativamente l’opinione pubblica su un problema che costa loro il 5% del bestiame ogni anno. Ad una settimana dalla conferma dell’identità delle spoglie ritrovate a Leicester, BBC offre a tutti i britannici la possibilità di scoprire se sono imparentati con Riccardo III grazie ad un test del DNA durante lo spettacolo live ‘Chi ti credi di essere’.

La rassegna stampa quotidiana – Day 2

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E se avesse lanciato una moda, Beatrice d’Olanda, abdicando a favore del figlio, il principe Willem-Alexander? E’ normale che i giornali britannici, i quali dedicano una vasta copertura all’argomento, se lo chiedano. “La regina finalmente se ne va e lascia il posto al figlio – in Olanda”, scrive il Times lasciando trapelare la speranza di poter scrivere qualcosa di nuovo, dopo più di 60 anni di Elisabetta, Elisabetta, Elisabetta. Dopo aver fatto il quotidiano aggiornamento sul pensiero del Principe Harry e sul rapporto che Carlo ha avuto in passato con le boarding schools, i collegi dove molto bambini e ragazzi inglesi preferiscono andare invece che stare in famiglia, il Telegraph scrive una notizia che dà la misura della crisi economica: le scuole d’arte sono sommerse dalle richieste di disoccupati che vogliono posare nudi per guadagnare 14 sterline all’ora, ossia il doppio del salario minimo. Ma non è un lavoro che si possa improvvisare, spiega una professionista trentenne: “Anche se stai posando per poco tempo, qualunque cosa che implichi piegare le gambe o i piedi ti porterà a tremare molto rapidamente. Se stai facendo una posa lunga, assicurati di far riposare la schiena, e di mangiare e bere abbastanza prima di iniziare la seduta”. Il Daily Mail cita infine una ricerca secondo cui le cattive notizie fanno ingrassare e guardare la TV durante la recessione porta a mangiare cibi grassi e pesanti.

La rassegna stampa quotidiana – Day 11

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Pippa ha finalmente risposto. Da quando ha pubblicato il suo libro su come organizzare feste, la sorella di Kate e’ stata presa di mira da ogni tipo di critica e non senza una qualche ragione, visto che il suo tomone patinato contiene una carrellata di banalità’, tipo il tacchino “viste le sue dimensioni, e’ ideale da servire durante le cene più grandi”. Dovevo “partire dalle basi”, si e’ difesa Pippa, annunciando che qualora dovesse scrivere un libro di cucina, sarebbe “costretta a spiegare che per fare un’omelette occorre rompere almeno un uovo”. Il Telegraph passa poi a sfatare il mito della ‘cougar’ come fenomeno moderno: secondo una ricerca, le donne sposate con uomini più’ giovani di loro sarebbero state molto più frequenti nell’eta’ Vittoriana (circa il 61%). Un’altra verita’ sconcertante riportata dal quotidiano e’ che alcuni ricercatori – dio li benedica – hanno scoperto che con un poco di zucchero la pillola va giù più facilmente, conducendo un accurato studio su 1.551 bambini piccoli e annunciando che continueranno ad approfondire lo scottante tema. Sempre sui bambini, c’e’ la notizia che la muta della voce avviene ormai intorno ai 9-10 anni per i maschietti e che questo e’ un problema notevole per i cori natalizi, a corto di voci acute. Un quarto dei genitori britannici considera infine che mettere una pizza surgelata nel microonde corrisponda a ‘cucinare’ e che questo denoti una certa cura nell’alimentazione dei figli. Non sorprende che ci sia grande curiosita’ da parte del Times su come le francesi facciano a far mangiare bene i loro bambini, restare magre e mantenere un grande fascino anche quando hanno quattro figli. Da ora c”e un sito che spiega tutto: commeunefrancaise.com

la rassegna stampa quotidiana

Preferendo occuparsi di politici conservatori pedofili e di alberi ammalati (ovviamente per colpa dei governi laburisti, secondo il Times) i giornali britannici di oggi dedicano purtroppo poco spazio ad una storia che sento molto vicina: una donna ha tentato di superare l’esame di teoria per la patente 105 volte, spendendo piu’ di 3000 sterline (l’esame costa 31 sterline, questa e’ la notizia, per me che l’ho provato tre volte in Italia). Un altro caso che sta occupando le pagine dei quotidiani inglesi e’ la storia del giardiniere diventato sordo dopo 19 anni a tagliare il prato di un aristocratico deputato conservatore e di sua moglie: chiede 25mila sterline di compensazione, ma la baronessa vedova e’ pronta a lottare e ha spiegato che anche lei era assordata ogni volta che doveva caricare i fucili del marito. Il Telegraph ci informa poi sulla parentela tra il principe Carlo e Vlad l’Impalatore, meglio noto come Dracula. “Ho la Transilvania nel sangue”, avrebbe ammesso lo stesso principe, che viaggia spesso in Romania insieme alla moglie Camilla. Quest’ultima da due giorni troneggia su ogni giornale in una serie di foto che la vedono con in braccio un cucciolo di canguro e l’aria disgustata durante una visita in Australia. Un inglese su quattro, infine, ammette di non essere mai stato in Francia, secondo un informato sondaggio del Daily Mail.